SBS Refractory Service
Industria e transizione energetica5 min

La tecnica dei refrattari come tecnologia chiave della transizione energetica

La transizione energetica si decide nei forni e nelle camere di combustione. Perché i rivestimenti refrattari sono una tecnologia chiave per la trasformazione dell’industria.

Impianto industriale con moderno sistema di recupero del calore e scambiatori di calore con rivestimento refrattario

La tecnologia invisibile della trasformazione

Quando si parla di transizione energetica, nella percezione pubblica dominano pale eoliche, pannelli solari e sistemi di accumulo a batterie. Ma la transizione energetica industriale avviene in luoghi ben diversi: nei forni e nelle camere di combustione dell’industria di base, negli impianti di incenerimento dei rifiuti, nelle centrali di cogenerazione a biomassa e nei sistemi di recupero del calore. E ovunque il rivestimento refrattario svolge un ruolo centrale, anche se raramente considerato. Senza materiali refrattari ad alte prestazioni nessun processo termico può funzionare in modo efficiente, sicuro ed economico.

Biomassa e incenerimento dei rifiuti: il refrattario come fattore abilitante

Il passaggio dai combustibili fossili a quelli biogenici e secondari pone requisiti del tutto nuovi al rivestimento refrattario. Biomassa e combustibili solidi secondari producono composizioni delle ceneri, chimica dei fumi e profili di temperatura diversi rispetto a carbone o gas. L’industria dei refrattari deve rispondere a queste nuove condizioni con materiali di nuova concezione e soluzioni costruttive adeguate. Chi vuole far avanzare la transizione energetica nell’industria deve ripensare anche la tecnica dei refrattari.

Circa il 70 % delle emissioni industriali di CO2 deriva da processi ad alta temperatura. L’efficienza di questi processi dipende in larga misura dalla qualità del rivestimento refrattario. Una migliore tecnica dei refrattari significa meno consumi energetici e meno emissioni.

L’aumento dell’efficienza come tutela del clima

Prima ancora di discutere il passaggio a nuovi vettori energetici, la prima leva, e spesso la più efficace, è l’aumento dell’efficienza degli impianti esistenti. Un rivestimento refrattario dimensionato e mantenuto in modo ottimale riduce le dispersioni termiche, aumenta il rendimento termico e abbassa così direttamente il consumo energetico specifico per tonnellata di prodotto. Nell’industria dell’alluminio l’ottimizzazione del sistema refrattario consente risparmi del 10–20 % sul consumo energetico. Nell’industria del cemento e della calce i potenziali sono di ordine simile.

Idrogeno e nuovi combustibili

Il passaggio all’idrogeno come vettore energetico, già in fase di sperimentazione nell’industria siderurgica e in quella del vetro, pone la tecnica dei refrattari di fronte a nuove sfide. Le fiamme a idrogeno raggiungono temperature locali più elevate, hanno caratteristiche di irraggiamento diverse e producono vapore acqueo come prodotto di combustione, che ad alte temperature può compromettere la stabilità chimica di alcuni materiali refrattari. La ricerca sui materiali lavora a nuovi concetti in grado di resistere a queste condizioni. Allo stesso tempo occorre adattare le soluzioni costruttive per tenere conto di profili di flusso termico e sollecitazioni meccaniche diversi.

In SBS Refractory Service accompagniamo i nostri clienti nel percorso di trasformazione industriale. Conosciamo le interazioni tra condizioni di esercizio che cambiano e requisiti del rivestimento refrattario. Che si tratti del passaggio alla biomassa, dell’integrazione di sistemi di recupero del calore o della preparazione all’impiego dell’idrogeno, la tecnica dei refrattari va considerata fin dall’inizio, non come un dettaglio secondario, ma come parte integrante della progettazione dell’impianto.

In sintesi
70 %
Emissioni industriali di CO2 da processi ad alta temperatura
10–20 %
Risparmio energetico grazie all’ottimizzazione dei refrattari

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